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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Chiese non più esistenti

Chiesa della Madonna delle Grazie

Probabilmente questa Chiesa, non più esistente, doveva avere origine bizantina, in quanto, quelle dedicate alla Madonna, propiziatrice di grazie e di salute, venivano costruite in sostituzione dei templi pagani, ed erano caratterizzate da una disposizione a cerchio con una ampia corte in cui, al centro, sorgeva la Chiesa. Non è stato possibile datare la costruzione di questo luogo di culto in quanto non esistono documenti prima del XVIII secolo che ne attestino l’esistenza.
Secondo quanto scritto da Pietro Maria Marcello, nel 1491, anno del censimento immobiliare voluto da Gugliermo Vidal, per la Villa di Onifai il provicario non ha dichiarato questa Chiesa, ma molto probabilmente ciò è legato al fatto che non faceva parte dei beni camerali del Vescovo. Nell’atto di morte del Reverendo Efisio Corda, vice parroco della Villa di Onifai, avvenuto il 4 aprile del 1770 (documento inedito), viene fatta menzione, negli atti testamentari, del “pezzo di terra' de Las Graccias che confina con l’orto della Vergine delle Grazie e con la fonte sita nella costa di Onifay.
Nel libro di Michele Carta (Nell'anno del Signore 1777), che raccoglie e analizza le risposte dei parroci della Diocesi di Galtellì al questionario di Francesco Maria Corongiu, Vicario Generale Capitolare, sede vacante, dell’Arcivescovado di Cagliari e Unioni, per la Villa di Onifai il provicario dichiarava che, fra le altre, esisteva la Chiesa urbana dedicata alla Madonna delle Grazie. Successivamente, sulle rovine della vecchia Chiesa, iniziarono i lavori di costruzione della nuova, senza però riuscire a ultimare la struttura; rimase senza tetto per tantissimi anni e adibito a luogo destinato ad accogliere animali domestici, fino a quando fu demolita, e parte delle mura vennero utilizzate per costruirvi la piazza omonima.

Chiesa di Santu Nizeti (San Niceto Papa)

Questa Chiesa sorgeva nell’area occupata attualmente dalle scuole elementari, oggi completamente demolita e ricordata nella memoria popolare con il nome del luogo. La statua di “Santu Nizeti” era custodita nella Chiesa di San Antonio da Padova e oggi risulta scomparsa da alcuni decenni.

Chiesa di San Carlo

Antica Chiesa che sorgeva vicino al rigagnolo che alimentava “S’Abbalariu de Funtana”.

Chiesa di Nostra Signora d’Itria

Questa Chiesa sorgeva nell’attuale via Itria e le uniche informazioni storiche che nominano questa Chiesa urbana, definendola interdetta, sono le risposte dei parroci della Diocesi di Galtellì al questionario di Francesco Maria Corongiu, Vicario Generale Capitolare, della sede vacante, dell’Acrivescovado di Cagliari e Unioni, per la Villa di Onifai così come pubblicate nell'opera 'Nell'anno del Signore 1777' di Michele Carta.

Chiesa di San Giovanni

Questa Chiesa sorgeva nella periferia del paese, lungo la strada che porta verso il ponte sul Cedrino.

Chiesa di San Leonardo

Antica Chiesa che sorgeva alla base del versante settentrionale del Monte Tuttavista, dove oggi sono rimasti solo i ruderi. Il nome di questa Chiesa viene fatto dal provicario di Onifai nelle dichiarazioni risalenti al 1777 fatte in seguito al questionario imposto dalla Chiesa di Cagliari, definendola come Chiesa rurale.

Chiesa di Santa Giusta

La Chiesa in oggetto viene menzionata nel censimento immobiliare disposto nel 1491 da Gugliermo Vidal, nel quale fra le Chiese indicate per il villaggio di Onifai, si nomina anche la Chiesa di S. Giusta (“La Diocesi di Galtellì”, Pietro Maria Marcello, 1983, Sassari). Oggi esiste ancora il toponimo che ricade nella parte Nord dell’abitato di Onifai.

Chiesa di Nostra Signora di Enas

Si tratta di una Chiesa campestre, costruita, presumibilmente, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. La Chiesa in oggetto fu teatro di un dramma definito dagli onifaesi “Dramma de Enas”, il quale si verificò esattamente nella piazzetta antistante la chiesetta campestre della Madonna di Enas, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Ogni anno si celebrava ad Enas la festa in onore della Madonna, alla quale partecipavano numerosi pellegrini provenienti dal vicino centro di Onifai ma anche da altre parti. Quell’anno partecipava anche un ragazzo della parentela di ziu Pithi Ruiu. Questo ragazzo si era innamorato di una ragazza della parentela dei Pirisi di Onifai che però non voleva più saperne, a quanto pare, del suo fidanzato, il quale aveva dimestichezza dei versi e lì per lì improvvisò alcune strofe che suonavano disprezzo per la ragazza. Gli animi si surriscaldarono e nonostante l’intervento del paciere Salvatore Bellu, si arrivò alle mani e successivamente ad una zuffa spaventosa nella quale, pare, ci siano scappati anche dei morti. Da quel momento la Chiesa della Madonna di Enas venne interdetta e quindi abbandonata. Oggi è ridotta a un cumulo di rovine.

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