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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Origine del nome

Il Prof. Massimo Pittau, in “Chi Siamo-Nuoro e la sua Provincia”, pubblicato su “La Nuova Sardegna”, sostiene che “anche i toponimi sardi che terminano in - ài come Onifài sono di matrice nuragica; non perché esistesse nella lingua nuragica un suffisso - ài come si è a lungo erroneamente ritenuto, ma perché essi sono tutti da riportare al caso piu’ originario dei toponimi sardi, o meglio, paleosardi che terminano con la -à accentata, come Alà, Solità, ecc.

La finale di quei primi toponimi non è altro che una vocale paragogica, aggiunta successivamente al fine di evitare l’ossitonia, cioè l’accento sull’ultima sillaba. Tanto è vero che è documentata per qualche toponimo anche la pronuncia ossitona, come Ollollà, etcc., come, inversamente, è documentata anche la pronunzia paissotona Alài, ecc.

Anche per Onifài - adesso pronunziato localmente Oniài e Uniài – è documentata per il passato sia la forma ossitona Unifà sia quella parossitona Unif(f)ài e Unifày. Per adesso non possiamo dire nulla circa il significato originario che di certo il toponimo Onifài aveva nella lingua dei Nuragici, dato che esso non sembra che trovi riscontro in appellativi comuni. Che Onifài, col relativo toponimo, risalga fino all’epoca nuragica è chiaramente confermato dalla circostanza che nel suo territorio si trovano nuraghi e anche villaggi nuragici. Il paese risulta citato nell’elenco delle decime versate dai centri abitati della Sardegna alla Curia di Roma alla metà del secolo XIV (Rationes Decimarum Italiane-Sardinia nn.704, 1071, 1259, 1718, 2079, 2235, 2907) e probabilmente anche nell’atto di pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona del 1338 sotto forma di Villa Dolefa, da interpretarsi come villa d’Onifài”.

Josto Miglior ne “I Comuni della Sardegna-etimologia dei nomi” - ed. Mare) fa derivare il nome dal greco “onos” asino e dal latino “faba” (fava), baccello.

In Linneo, troviamo la “onobrychis sativa” che è la lupinella, chiamata in certi paesi “fa ‘e molenti” per cui, conclude il Miglior, Onifai vorrebbe dire “sito ricco di lupinella”.

Michelangelo Cidu e Raffaele Sardella “riscoperta della civiltà nuragica alla luce di una nuova ricerca filologica” in Frontiera-settembre 1972, pag. 342), se si accetta l’ipotesi che in alcuni toponimi “on” o “un” sono sinonimi di “en”, troviamo dei riferimenti a “divinità” generiche.Poiché abbiamo “ONIFAI”, potremmo pensare che “on” indichi Signore, e pertanto “Oniai”, dovrebbe indicare “ Il Signore vivente”.

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