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CULTURA E TURISMO

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La ricorrenza dei Defunti

In passato l’autunno e l’inverno non prevedevano feste vere e proprie. C’erano, e ci sono tutt’o ra celebrazioni e antiche usanze che venivano tramandate e vissute senza i tipici clamori della festa. Un pò in tutte le parti della Sardegna era diffusa, sia per Ognissanti che per il due Novembre, la consuetudine di fare elemosine e di promettere preghiere in suffragio dei propri cari defunti. Questa usanza, definita a Onifai ' Sas Animas', si riteneva particolarmente efficace se le preghiere partivano dai più innocenti, ossia i bambini, che di buon grado giravano per le case del paese chiedendo su 'petti coccone' ossia 'elemosine per le anime'. Era uno dei tanti modi di essere solidali, inventati dai poveri per i poveri. La solidarietà aiutava a sopravvivere senza intaccare la dignità delle persone. 'Su Petti coccone' era giusto qualche dolcetto, qualche fetta di pane, o un pò di frutta secca, praticamente il tanto di un assaggio capace di portare un po’ di allegria nelle case di quelli che più degli altri ne avevano bisogno.

A Onifai l'usanza continua ancora oggi ad essere perpetuata, anche se oggi le motivazioni di fondo sono andate a mutare radicalmente. L'andare di casa in casa dei fanciulli è diventato, infatti, il pretesto per ottenere qualche soldino col quale soddisfare l’ultimo desiderio ancora inappagato.

Nella ricorrenza dei defunti non potevano mancare in ogni casa i dolci tradizionali e più precisamente, 'sos pappassinos' e 'sos cocconeddos'. I primi sono preparati con un impasto di farina, strutto e uova, con l'aggiunta di uva sultanina (papassa), mandorle e noci tritate. 'Sos cocconeddos', invece, sono preparati solo con farina, strutto e uova.

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