Sito ufficiale dell’amministrazione comunale di Onifai
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Dai dati contenuti nella cronistoria della Parrocchia di Onifai, negli anni che vanno dal 1973 al 1989, si evince che questi, sono stati anni animati e coadiuvati da grande fervore religioso. Un gruppo di pastori, infatti, su progetto predisposto dal Prof. Maurizio Ruzzeddu, realizzò la Chiesa campestre dedicata a “ Santu Juanne Istranzu”, sita nell’omonima località del territorio comunale di Onifai. La prima idea di fondazione risale al 1964. Nel 1965-66 si iniziò a celebrare, in Parrocchia, la messa in onore del Santo che diede inizio ad una campagna di sensibilizzazione verso l’intera popolazione di Onifai e anche verso tutti gli amici forestieri. Il 12 febbraio del 1966, grazie ad una delibera del consiglio comunale vengono concessi 1000 metri quadrati di terreno per la costruzione della Chiesa omonima. A partire dal 1967 i lavori coinvolgono l’intera popolazione e si dice che vi parteciparono anche molte persone provenienti da Nuoro, Oliena, Bitti, Lula, Siniscola, Olbia, Macomer e Cagliari. Nel 1968 la Chiesa viene ultimata e alla solenne celebrazione e al pranzo comunitario, quell’anno, parteciparono 2600 persone. È stato grazie alla buona volontà, ma soprattutto alla grande religiosità di quel tempo che è potuta sorgere la Chiesa campestre di San Giovanni Battista e ha potuto prendere il via la relativa festa che ha reso per anni il nostro paese meta di pellegrini e visitatori. Da allora, il 24 giugno di ogni anno viene celebrata la festa in suo onore.
San Giovanni Battista, fu generato quando i genitori erano in tarda età; la notizia di per sé non è inverosimile, ma è interpretabile anche come un tópos teso a sottolineare l'eccezionalità del personaggio. La sua nascita fu annunciata dallo stesso angelo Gabriele che diede l'annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù, e per averne annunciato l'arrivo ancor prima di nascere, Giovanni è ricordato come "il più grande dei profeti". Elisabetta allora era nel sesto mese; questo ha permesso agli agiografi di fissare la nascita del Santo tre mesi dopo il concepimento di Gesù, e sei mesi prima della sua nascita; e da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella Chiesa africana: unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte (il dies natalis, cioè la nascita alla vita eterna), ma anche la nascita terrena. Sentita la chiamata del Signore, Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico". Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, predicavano l'avvento del Messia e praticavano il battesimo come rito di purificazione. Giovanni Battista annunciò più volte di riconoscere in Gesù il Messia annunciato dai Profeti, ma il momento culminante è quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano.
In quell'occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come “l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.
La Chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, essenziale nella planimetria e negli elementi architettonici, deve la sua particolare bellezza proprio alla semplicità. L’edificio, in conci di pietra arenaria locale, si presenta con un corpo allungato di forma rettangolare. La pavimentazione, molto semplice, è costituita da mattonelle in cotto e, il tetto, realizzato in legno con manto di coppi, si apre su un porticato con struttura ad archi, il quale, si affaccia direttamente sul Parco degli Ontani che contraddistingue la località di “ Santu Juanne Istranzu”. All’esterno si può notare il campanile a vela, che ospita una piccola campana.
All’interno sono caratteristici: il modesto altare, rappresentato da una roccia granitica, e il simulacro di San Giovanni Battista, raffigurato con l'abito di pelle di cammello, un agnello e un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta " Ecce agnus Dei" (ecco l’agnello di Dio).
La statua è stata realizzata dall'artista locale Antonio Delussu.